Dici Vicenza e il pensiero corre inesorabilmente a domenica 29 settembre, prima di campionato, e a quel finale incredibile in cui la Tramarossa mise la freccia con Pedrazzani giusto sulla sirena, a punire una nostra serie di errori finali che ci costarono una partita praticamente già vinta. Due punti che ci avrebbero consentito di chiudere l’andata virando a quota 20 e che, a distanza di mesi, rappresentano una ferita ancora aperta. Ragion per cui, nel match di oggi, ai vicentini va riservato il trattamento destinato alle avversarie di rango, con un approccio alla partita caratterizzato da massima ferocia agonistica. I biancorossi non vivono una fase particolarmente esaltante del loro campionato, reduci dalla scoppola interna con la Juvi: un 58-78 figlio di terzo periodo drammatico (2-21 il parziale). La sterzata tecnica, con il subentro del vice Andrea Bortoli che, a partire dalla dodicesima giornata, ha sostituito Marco Venezia, non ha, per il momento, prodotto la scintilla sperata. Il record del nuovo coach recita 1 vinta e 3 perse (33%), quello del nocchiero esonerato era attestato sul 45% (5 vinte, 6 perse). Nelle ultime ore, il front office vicentino ha deciso per un’ulteriore variazione, ingaggiando Massimiliano Oldoini, ex- coach di Caserta, che sarà in panchina a partire da lunedì. Nelle ultime partite, coach Bortoli ha provato a mischiare le carte, soprattutto in cabina di regia, mettendo in discussione Antonio Brighi, play-guardia del 1996 (5.3 punti e 1.8 assist) che era stato, fin qui, il titolare indiscusso in cabina di pilotaggio. In luogo dell’ex-giocatore di Lugo e San Miniato, nelle ultime gare è partito il tascabile Giorgio Galipò (4.2 punti e 2.4 assist) giocare di grande spinta e amante dei ritmi elevati. Nell’ultima uscita, poi, Vicenza ha giocato diversi minuti adattando una guardia realizzatrice come Stefano Cernivani in regia. L’ex giocatore di Valsesia è uno dei poli offensivi più affidabili in roster. 12.7 punti a partita, con capacità di colpire dal palleggio e in arco, malgrado la taglia fisica non particolarmente imponente. Negli spot di numero due e tre, oltre a Cernivani, troviamo l’atletismo della guardia Gianmarco Conte (7.4 punti col 51% da due e 3.4 rimbalzi) e tutta l’esperienza di capitan Pietro Montanari (5.3 punti e 3.1 rimbalzi). Presidiano il pitturato il trentacinquenne Enrico Crosato, lungo di sostanza a rimbalzo (9.9 a gara, con 8.3 punti), grande mestiere, capace di prendersi soluzioni da tre punti anche da distanza proibitiva e il leader maximo del quintetto veneto, Diego Corral. Garra argentina e fondamentali di prim’ordine per questo centro del 1986. Top scorer del campionato fin dalla prima giornata con i suoi 21.4 a partita, Corral garantisce solidità a rimbalzo (9.1 carambole a gara) e pericolosità dentro e fuori l’area. Buon uso delle finte, grande esperienza, pericoloso sia con repertorio classico da lungo, sia quando fa pick’n’pop per poi sparare da tre punti (34% da oltre l’arco, 57% da due). Avversario sicuramente impegnativo e test di alto livello per Sacchettini, Nasello e Spatti. Primo cambio dei lunghi è Luca Pedrazzani (oltre 7 punti in 16’ di utilizzo medi), ex Crema e Pescara, che si trovò la palla vagante tra le mani per il buzzer beater che materializzò il successo vicentino nel match di andata. Un infortunio al menisco lo toglierà dalla contesa di oggi. Per rimpolpare il pacchetto lunghi è arrivata nelle ultime ore la firma di Simone Aromando, interessante lungo del ’97 in uscita da Vigevano. La guardia del 2001 Rigon completa la rotazione a otto a disposizione dei veneti che chiudono il roster con i baby Owens, Squani, Gianesini e Milani.