Tornato dalla vacanza in Sardegna, coach Pat Baldiraghi si è immediatamente immerso nel nuovo progetto Omnia. E’ necessario preparare al meglio una stagione ambiziosa e il coach pavese ha la ferma volontà di ripagare una società che, senza esitazioni, lo ha riconfermato al centro del nuovo progetto tecnico.

Bentornato coach, immaginiamo tu sia contento della squadra e delle tempistiche con cui è stato pianificato e praticamente concluso il roster?

“Sicuramente quest’anno siamo riusciti a muoverci in anticipo, visto che avevamo idee molto chiare su come costruire la squadra. Ringrazio lo sforzo economico della società e il gran lavoro di scouting e ricerca fatto dal nostro gm Marco Pignagnoli con cui c’è stato grande affiatamento. Il roster è stato chiuso in tempi brevi, ci manca il decimo giocatore ma sarà questione di qualche giorno”.

Un roster che, rispetto ad altri anni, sembra decisamente più in linea coi tuoi concetti di pallacanestro.

“Abbiamo cercato giocatori motivati ed affamati, desiderosi di migliorarsi giorno per giorno. Le caratteristiche della squadra dovranno consentirci di avere un’aggressività maggiore dal punto di vista difensivo, stesso dicasi per la fisicità. La nostra idea sarà quella di allungare le rotazioni anche per mettere pressione difensiva. In attacco cercheremo di avere molti possessi rapidi”.

Lo scorso campionato, soprattutto in trasferta, è mancata personalità. Quest’anno appare evidente l’upgrade.

“Soprattutto per provare ad espugnare campi difficili, servono giocatori che, nei momenti caldi del match, abbiano freddezza ed attributi per fare le giocate giuste al momento giusto. Abbiamo cercato di prenderne il più possibile, soprattutto nel settore piccoli che sono quelli ad avere più in mano la palla”.

Rimanendo in tema di leadership, hai già in testa il nome del prossimo capitano?

“Ovviamente sì, ma come da mia tradizione consolidata, comunicherò i nomi del capitano e del suo vice nel mio primo incontro con la squadra in spogliatoio, il giorno del raduno”.

Squadra fisica, con personalità e molto duttile. Potrai mischiare parecchio le carte.

“Vogliamo essere più fisici e più atletici. Nella battaglia serve tutto questo: serve durezza, l’abbiamo valutata e ricercata nei profili esaminati. Pensate ad un esterno come Toure, che ha caratteristiche fisiche per tener botta con dei lunghi oppure ad un giocatore come Nasello che ha atletismo per difendere anche sui piccoli. Indubbiamente fisicità e atletismo sono stati tra i parametri che hanno indirizzato le nostre scelte”

Hai definito la stagione alle porte come quella dell’entusiasmo. Quanto conterà una buona partenza? Cambierai qualcosa nell’approccio al campionato?

“Bisognerà partire forte, questo è indubbio. Ricordando l’anno passato, sarebbe bello non avere due infortuni alla prima di campionato… visto quanto li abbiamo pagati. Detto questo, cambieremo qualcosa dal punto di vista della preparazione atletica. Col nostro preparatore Firullo abbiamo concordato qualche variazione per essere maggiormente brillanti in avvio di torneo. Poi conteranno anche avversari e fortuna, diciamo che, quando usciranno i calendari, potremo già avere un primo parametro di valutazione di quello che potrebbe essere il nostro start”.

Hai introdotto il tema degli avversari. Al netto di molti roster ancora in divenire, come valuti il girone lombardo-veneto?

“Al nord, il girone B è storicamente quello ritenuto più tecnico e più forte. Non credo sia un caso che due delle tre promosse in A2 arrivassero da questo raggruppamento. Troveremo giocatori importanti e un livello medio alto, sarà impegnativo dal punto di vista fisico e tecnico-tattico. Chiaramente, dal punto di vista logistico,  è meglio andare dieci volte in Lombardia che otto in Toscana. La società risparmia sui costi, noi risparmiamo energie, i nostri tifosi potranno seguirci più assiduamente. Per rendersi conto del livello, basta dare un’occhiata ai roster: credo che Padova e San Vendemiano siano le squadre migliori tra le venete mentre Varese, Cremona e Crema sono tra le mie preferite tra le lombarde. Ovviamente un discorso a parte merita Vigevano che, dopo l’ottima stagione scorsa, ha costruito ancora un roster importante e sarà sicuramente tra le prime tre del lotto”.

Al di là di quanto già anticipato sul nostro sito, aggiornamenti sul programma delle amichevoli?

“Le amichevoli dovrebbero essere una decina. Partiremo il 31 agosto a Cremona con la Juvi, ma stiamo cercando di mettere uno scrimmage anche prima di questa data”.

Squadra, società, pubblico, città, istituzioni. Si percepisce un’unità di intenti inedita. Concordi?

“Sì. Da parecchie settimane si respira un entusiasmo e una voglia di fare contagiosi. E’ un aspetto che ho sottolineato quando, in sede di trattativa, ho parlato coi giocatori. Ho parlato di una città di basket, di una città che ha fame, entusiasmo e grandi aspettative. La società si è mossa per cercare di strutturarsi ulteriormente e si percepisce grande compattezza ambientale. Adesso è, ovviamente, tutto bello, facile e brillante. Sarà importante che questa voglia di darsi una mano, di esser tutti quanti branco, rimanga intatta anche se ci saranno delle difficoltà. Questo è il concetto che tutti quanti dobbiamo sempre tenere a mente”.

Come pavese d.o.c. prima ancora che coach, avverti pressione doppia?

“Ormai ho qualche capello bianco, sono alla trentunesima stagione su una panchina, la quindicesima da capo allenatore nei campionati senior, quindi la gestione delle responsabilità e della pressione sono all’ordine del giorno. Ci tengo a far bene per la gente di Pavia, per la società e per i giocatori che hanno scelto di sposare il nostro progetto. Il nostro obiettivo sarà quello di migliorarci ogni giorno, ogni allenamento, ogni partita. Rispettando tutti ma cercando di vincere più partite possibili, mettendo in campo tutta la fame e l’ambizione che abbiamo. Io, da pavese, cercherò di dar sempre quel qualcosa in più per portare la squadra più in alto possibile”.

UFFICIO COMUNICAZIONE OMNIA BASKET PAVIA