Inseguito da anni, definito e formalizzato quest’estate tra i vertici della Pallacanestro Varese e quelli della Robur et Fides. Chiamatelo progetto comune, accordo, sinergia, la sostanza non cambia. Le due realtà varesine hanno deciso di ratificare un accordo quinquennale di unione per costruire un unico settore giovanile che, partendo dal minibasket, coinvolga tutte le categorie, compresa l’under 19. Con la serie B a diventare ultimo stage formativo, una sorta di “alternanza scuola-lavoro” per i ragazzi della “cantera” varesina. Un polo all’avanguardia dove formare i giovani atleti. Il palcoscenico della B, quindi, come realtà sfidante in cui far immergere i migliori prodotti, allenandoli al fianco di un paio di elementi guida e testandoli, domenica dopo domenica, contro i vecchi marpioni, la fisicità e la pallacanestro sanguigna tipiche della cadetteria. Se arriva qualche risultato bene, ma la priorità del progetto varesino è lo sviluppo dei talenti, la creazione dei giocatori. Squadra affidata a coach Gabriele Donati, allenatore fatto in casa, affacciatosi in prima squadra da qualche stagione. Della vecchia guardia è rimasto il totem Marco Allegretti, varesino doc, già inserito nei quadri societari come allenatore, con ancora la voglia di infilarsi canotta e pantaloncini e bruciare retine. Lo ricordiamo in serie A (Ferrara, Venezia), da qualche anno è tornato a casa per fare la guida in campo. Ha superato la quarantina (classe 1981), ma il talento resta cristallino e le cifre confermano (12.7 punti e oltre 10 rimbalzi a gara) la sua incidenza come capo scout. L’altro senior in roster è l’ala del 2000 Joseph Jonathan Blair (11.8 punti e 7.4 rimbalzi in 31’), figlio d’arte, cresciuto a Biella, con alle spalle qualche comparsata in B lo scorso anno a Formia. Ancora under ma con in tasca già diversi gettoni di presenza in B sono Giorgio Trentini (2001) e il talentuoso Nicolò Virginio (2003, con 22 presenze a 10 punti di media lo scorso anno con la Robur). Il resto è ballo dei debuttanti assoluto, con tantissimi ragazzi terribili in rampa di lancio. Il più interessante della covata è sicuramente il cinese Whei Zaho, che ha già esordito in massima serie e lo scorso anno è stato Mvp della Next Gen Cup. Per il regista del 2005 le cifre sono già molto sostanziose, con quasi 18 punti e 4 assist a partita (52% da due, 43% da tre) e un high score di 32 con Legnano. La tipologia di gioco dei varesini è quella tipica delle giovanili: tanto ritmo, molta perimetralità e ricerca dei punteggi alti. Con qualche problema di tonnellaggio in post basso quando manca Allegretti o di organizzazione del gioco a difesa schierata. Nel turno infrasettimanale, dopo la vittoria al cospetto dell’altra compagine-laboratorio Alba, è arrivato il bis. Questa volta ha pagato dazio Gallarate, squadra con organico infarcito di esperienza. Segno che i ragazzini imparano in fretta e che andranno affrontati col massimo della serietà e del rispetto.

PAOLO RAPPOCCIO

Comunicazione Omnia Basket Pavia