Ripescata in estate, dopo esser stata sconfitta dai cugini della Fabo Herons in C Gold toscana, la Fabo Montecatini sale al PalaRavizza con una classifica da migliorare. Finora, a pagare per un rendimento piuttosto ondivago (3 vinte nelle prime 5, 1 nelle successive 7) è stato coach Agostino Origlio, sostituito dal suo vice Massimo Angelucci, una sorta di istituzione dalle parti del PalaTerme. La società termale ha, poi, recentemente proseguito nell’operazione di lifting, sfruttando la sosta di fine anno per scuotere il mercato invernale, mettendo sul piatto un importante investimento per rilevare due giocatori di prima fascia. Risposta indiretta ai cugini della Herons che avevano già piazzato il doppio colpo Chiera/Arrigoni? Lo scopriremo solo vivendo. L’attualità di queste vacanze natalizie racconta che il gm Guido Meini (play titolare a Pavia in A2, nella dimenticabile seconda stagione con Giancarlo Sacco al timone) ha approfittato del grottesco pasticciaccio-Firenze, piombando con timing e importante disponibilità economica sulla coppia Di Pizzo-Laganà. La prima new-entry, il lungo Marco Di Pizzo, è un giocatore solido sia per taglia fisica (205 cm per 98 kg) che per attitudine agonistica. Garantirà superiore dimensione offensiva interna ai termali e migliorerà sicuramente la loro solidità. Dopo un paio di giorni, è arrivato il bis, con tanto di effetti speciali, visto che la Gema ha contrattualizzato, sempre da Firenze, la guardia del 1993 Marco Laganà, capocannoniere del girone C ad oltre 25 punti di media. Reggino, la pallacanestro nel sangue (figlio di Lucio, mitico bomber anni ’80 della Viola) è un profilo fuori categoria, visto il pedigree di lusso assoluto (partito da Biella, poi a Cantù, Latina, Ravenna, Legnano, Capo D’Orlando, Mantova tra le svariate destinazioni, sempre tra A2 e massima serie). Alto e magro, polivalente nei ruoli perimetrali, attaccante di vaglia cui piace aver molto la palla in mano, bravissimo a procurarsi falli e liberi in quantità. Due innesti destinati a stravolgere l’assetto tecnico del gruppo, innalzandone, sicuramente, spessore tecnico e fisico. Come sempre, ora toccherà al coach andare ad inserirli e trovare nuovi equilibri. Prima del doppio botto, il leader tecnico del gruppo era il playmaker classe 1997, Nicola Savoldelli, ottimo attaccante e regista in grado di dare ritmo, visto lo scorso anno con Simoncelli a Bergamo ma con varia esperienza in cadetteria e una stagione a Rieti in A2. In quintetto era affiancato a Lorenzo Neri, uno dei confermati dalla scorsa stagione, esterno ex Omegna un paio di anni orsono. Sul perimetro uno dei volti nuovi è Luca Digno (2001, ex Empoli e Vicenza), ottimo atleta, difensore intenso e capace di andare al ferro. Può giocare da tre ma, all’occorrenza, anche avvicinarsi a canestro un altro dei volti nuovi, l’italo-brasiliano Bruno Duranti, capello afro, mano morbida, tiratore di striscia con molte annate da protagonista al sud (Ferentino, Campli, Salerno, Taranto, Reggio Calabria). A presidiare il pitturato, prima dell’innesto della new entry Di Pizzo, la dirigenza termale ha puntato forte (contratto biennale) sul totem Luca Infante (1982), giocatore di grande stazza (206 cm) e dalla lunga carriera in serie A, partita da Reggio Emilia e capace di annoverare anche una promozione in A1 con la canotta di Brindisi. Dalla panca escono il playmaker di scuola canturina Tommaso Molteni (protagonista in maglia Montecatini anche lo scorso anno) e il leader difensivo Fernando Marengo (’92), capitano con “garra” tutta argentina, elemento di grande intensità fisica e temperamento. Il doppio innesto nel mercato suppletivo ha portato ad un doppio sacrificio in un settore senior in overbooking: taglio per l’esterno Filippo Guerra (in procinto di accasarsi ad Ancona per rimpiazzare il nostro ex Momo Toure) e per il cavallo di ritorno Paolo Zanini (2000), che cambiava i lunghi. Nelle rotazioni di Origlio prima e di Angelucci ora, trova spazio anche il 2002 locale Christian Ghiarè.

Paolo Rappoccio

COMUNICAZIONE OMNIA BASKET PAVIA