“Il ritorno dei collegiali”. Sembrerebbe il titolo di una commedia made in Usa. In realtà è il manifesto di quanto la società piemontese ha deciso di concretizzare in estate. La filosofia di far crescere e lanciare giovani rimane il “core business” a Borgomanero. Dopo la retrocessione della passata stagione, invece che accontentarsi della C Gold, il sodalizio piemontese ha deciso di rilanciare. Si è così materializzato l’acquisto del diritto sportivo della Stella Azzurra Roma e il ritorno tra i cadetti. In modo da continuare ad offrire un contesto tecnico più formativo e sfidante al gruppo di sbarbati sempre guidati da coach Stefano Di Cerbo. La serie B, coi suoi marpioni e i suoi campi infuocati, è indubbiamente la miglior scuola di vita cestistica per ragazzi in cerca di un futuro, per talenti da sgrezzare, per giocatori in via di costruzione. Lo stesso gruppo che ha giocato la passata serie B è arrivato secondo alle finali nazionali under 19, giusto a ribadire quanto il tirocinio abbia pagato. Il progetto College ha una filosofia precisa: crescere atleti e uomini, in un ambiente che diventa per loro una vera e propria seconda casa. Per questa stagione, il direttore generale Federico Ferrari ha deciso di affiancare al gruppo che disputerà la cadetteria un tutor di eccezione come il vecchio pirata dei canestri Daniele Benzoni. Il lungo di classe 1980 è l’unico senior in gruppo e, oltre a portare esperienza e leadership, si sdoppia nel ruolo di preparatore atletico delle giovanili. L’obiettivo stagionale, oltre a migliorare il ranking della passata stagione, sarà, ovviamente, quello di sfornare altri giocatori interessanti e futuribili in categorie superiori. Alfredo Boglio e Alessandro Ferrari, firmati in estate da Juvi Cremona e Scaligera Verona, sono l’esempio tangibile di quanto il lavoro al College abbia pagato e possa aprire scenari di carriera importanti. Alla nidiata di atleti fatti in casa, il mercato estivo ha aggiunto, oltre alla chioccia Benzoni, due elementi, sempre con carta d’identità verdissima come il playmaker Andrea Fragonara (2004), prodotto da Aba e già visto in B alla Sangiorgese e Stefano Longo (2003), guardia-ala dalla Pallacanestro Trieste. Il resto del gruppo è un inno al km zero, con Andrea Loro (11.4 punti e oltre 7 rimbalzi), Andrea Cecchi (10.4 punti) e Maurizio Ghigo (10) elementi più in vista ma, come logica in un team giovanile, una gestione platoon system, con minutaggi e responsabilità molto distribuiti tra gli undici che vanno a referto. Anche dal punto di vista tecnico, la Cipir lavora in continuità con la stagione scorsa. Ritmi alti, molti possessi, tiri anche nei primi secondi dell’azione, ricerca del campo aperto e del tiro da tre punti ma anche la fisicità, l’atletismo e la verve per attaccare il ferro in ogni situazione. Sicuramente con i collegiali la noia è bandita, la classifica dice che bisogna fare attenzione, perché gli sbarbati hanno quattro punti in classifica ed hanno costretto Omegna a sudare le classiche sette camicie per prendersi il referto rosa.