Un esame importante, che arriva in un momento particolare, sicuramente non il più sereno per entrambe. Questa la sintesi più cruda del match in calendario domenica, quando in via Treves arriverà la Paffoni Fulgor Omegna. Un nome che, a livello serie B, porta a diverse equazioni. Organizzazione societaria, ambizione, qualità di roster. Per citare le prime che ci saltano in mente. Da anni stabilmente ai vertici della cadetteria, probabilmente poco supportata dalla componente “fortuna” nei momenti topici, ma sempre e  comunque pronta a ripartire dalle delusioni. Per rilanciare e rilanciarsi, investendo su allenatori e giocatori di primissima fascia nel contesto tecnico della serie B. Anche quest’anno, allo start del torneo, i piemontesi della Val D’Ossola si sono presentati col petto in fuori di chi allestito un roster importante. Rispetto al recente passato, forse, con un occhio più attento alla sostanza e un po’ meno al glamour. Le reiterate delusioni hanno, probabilmente, suggerito di badare al sodo piuttosto che a far collezione di belle figurine e la classifica, al netto della variabile infortuni, sta confermando la bontà di certe valutazioni estive Le grandi firme, intendiamoci, sono sempre presenti. Al top di gamma Balanzoni sono stati, infatti, aggiunti un fuciliere matricolato come l’albanese Franko Bushati, trentasettenne abituato ad incendiare retine di serie A (Sassari, Trapani, Veroli, Scafati, Brescia, Imola, Roma, Torino) e il bergamasco Planezio, neopromosso con Piacenza, sicuramente sull’ipotetico podio dei migliori “4” di cadetteria. Ad affiancare le star, perché il pallone resta in fondo sempre uno solo, è stato allestito un cast di supporto di assoluto valore, capeggiato dal nostro ex-regista Andrea Piazza, dal vecchio bucaniere del pitturato Birindelli, dagli esterni Santucci (ex Bisceglie) e Neri (da San Miniato). Shakerate il tutto con un paio di giovani molto interessanti: il lungo macedone Jokic e il playmaker del 2000 Taddeo (giovanili importanti tra Ragusa e Venezia, assaggi di basket senior a Treviglio e Bisceglie). Risultato: un roster profondo e qualitativo. Inedita la scelta del condottiero. Dopo gli anni di Ghizzinardi e Andreazza, la dirigenza ha sparigliato le carte, affidando il timone ad un esordiente come Flavio Fioretti. Che è esordiente di fatto, visto che a 45 anni debutta come head coach, ma che ha in curriculum un ventennio da assistente ai big (Sacripanti, Dalmonte, Corbani, Menetti, Sacchetti) di cui pochissimi possono fregiarsi. Dopo il fisiologico periodo di assestamento, la macchina Paffoni si è messa a viaggiare a buon regime. A complicare il lavoro di Fioretti è arrivata la componente infortuni con, in successione, i guai fisici a Neri, Balanzoni e Piazza. Variabili i periodi di stop, il guaio più serio (al crociato) è capitato ad Andrea Piazza che si è operato in settimana e ne avrà per tutta la stagione. Anche gli altri due, comunque, marcheranno visita nel rendez vous di domenica. Il gruppo si è compattato, mostrando attributi e voglia di reagire, come in occasione del raid vincente di Empoli, dove Fioretti (con anche Bushati out) ha trovato oro da Santucci e Taddeo. Squadra tosta, gruppo coeso, durante le vacanze è arrivata un’addizione pesante per compensare il ko di Piazza. Da Roseto, la firma di Mirco Turel, guardia del ’94 con trascorsi in A2 tra Treviglio e Caserta e ottima serie B a Orzinuovi (promozione con Salieri) e Piombino. Il covid ci ha messo lo zampino, impedendo ad Omegna di giocare la prima del 2022 con Varese. Domenica, dunque, debutto per Turel e prima partita Fulgor dal lontano 18 dicembre. Nel mezzo, tra lungodegenze e plurime positività al covid, pochi allenamenti al completo e la conseguente incognita sul modo in cui la Paffoni potrà riattaccare la spina nel match con la Riso Scotti. Per i lupi di Fabio Di Bella, dunque, la classica partita da cuore oltre l’ostacolo. Reduci da una pessima uscita ad Oleggio, Torgano e compagni sono attesi ad una reazione di orgoglio, prima ancora che tecnica. La sete di rivalsa e la massiccia presenza di ex (il capitano, D’Alessandro, Corral, Sgobba e Donadoni hanno tutti vestito la canotta Paffoni nel recente passato) basteranno ad accendere la miccia? Una Paffoni incerottata e forzatamente ancora in cerca di nuovi equilibri rappresenta un’occasione troppo ghiotta. Omnia deve provarci. Dal mercato è arrivato il primo segnale con la firma dell’under serbo Rajacic, elemento interessante anche in prospettiva futura. La società resta assolutamente decisa ad operare altre addizioni in corsa, che possano coinvolgere anche giocatori senior, ma è indubbio che, già da questo match di cartello, si aspetti risposte caratteriali dell’intero gruppo. 

PAOLO RAPPOCCIO