Riso Scotti Pavia – S. Bernardo Abet Langhe Roero 85-68 (23-17, 30-11, 14-17, 18-23)

Riso Scotti: Calzavara 19 (4/9, 0/1), Donadoni 12 (4/9, 1/3), Torgano 11 (2/5, 2/5), Sgobba 18 (5/6, 1/4), Corral 17 (4/6, 3/4); Rajacic 8 (3/4, 0/3), Lebediev, Birra (0/1, 0/2). Ne: Sorrentino, D’Alessandro. All. Ducarello

S. Bernardo Abet: Danna 9 (3/6, 1/2), Castellino 13 (3/8, 1/2), Perez 4 (2/7, 0/3), Antonietti 11 (3/8, 1/7), Tarditi 15 (3/6, 3/6); Fowler 5 (1/1, 1/2), Tiberti 4 (2/4, 0/1), Cravero 4 (2/5, 0/2), Cortese 3 (0/1, 1/3), Cagliero. Ne: Prunotto. All. Jacomuzzi

Arbitri: Di Luzio di Cernusco  sul Naviglio e Farneti di Quartu S. Elena (Ca)

Primo tempo: 53-28. Tiri liberi: Riso Scotti 20/26, S.Bernardo 6/9. Cinque falli: nessuno. Fallo tecnico: panchina S.Bernardo Abet. Rimbalzi: Riso Scotti 39 (off. 6, Corral, Calzavara e Donadoni 9), S. Bernardo 43 (off. 15, Tarditi 7). Punti dalla panchina: Riso Scotti 8, S. Bernardo 16. Massimo vantaggio: Riso Scotti +31 (65-34), S. Bernardo nessuno. 

La Riso Scotti in gestione Ducarello (8 vinte su 10) non tradisce la fiducia di chi ha deciso di dedicare la serata di Pasqua alla pallacanestro, timbrando una sonante vittoria per lasciarsi alle spalle Alba nella race al quinto posto. Col referto rosa odierno, in verità, i pavesi agganciano in classifica anche Legnano anche se lo 0-2 coi Knights negli scontri diretti rende oggettivamente più complicato il  progetto-quarta piazza (che varrebbe il fattore campo nel primo turno playoff). La notizia di serata, comunque, è l’autorevolezza con cui la vittoria arriva: oltre all’assenza già sicura di Sorrentino, il sabato regala, infatti, lo stop imprevisto di D’Alessandro (infortunio domestico con trauma alla spalla) e toglie a Ducarello due pedine chiave negli equilibri di squadra. La reazione del branco è, però, da squadra vera, verissima. Tutti producono il classico sforzo-extra e il cambiamento dei fattori non incide sul prodotto finale, anzi. Archiviato un primo quarto di assestamento (nel quale i piemontesi non mettono comunque mai la testa avanti) in cui Torgano sostituisce D’Alessandro nei cinque e Corral, con tre triple in fotocopia scherza la pigra difesa langarola per costruire il primo break (dal 17-12 al 23-17). Poi ecco materializzarsi la sorpresa pasquale:  poderoso giro di vite difensivo con Alba ridotta a percentuali da fame (5/19 e 4 perse nel secondo quarto) e attacco Scotti che entra in modalità “on fire”. Grande decisione e convinzione nelle scelte, molto lavoro al ferro (10/12 da due) da parte di tutti, ottima selezione delle conclusioni e circolazione rapida.  Da Calzavara, tornato argento vivo (8 falli subiti, 11/12 in lunetta, 9 rimbalzi e 6 assist) al solito Donandoni grimaldello (30-19, 12′), adeguatamente spalleggiato da uno Sgobba letale sugli scarichi e in costante crescita di condizione e fiducia,  fino alla piacevole partita di Rajacic che, responsabilizzato dal minutaggio a disposizione, va per le spicce e mette fisico e atletismo senza accontentarsi solo del tiro. Totale generale: 13-2 in 4′ minuti e arriva la prima sgommata (36-19). Jacomuzzi allarga le braccia, la versione da esportazione della sua squadra è molto più tenera di quella domestica. L’interessante under Castellino prova a dannarsi l’anima ma la coppia Antonietti-Tarditi spara a salve in arco (1/5) e Perez fa addirittura peggio. Quando Sgobba appoggia la vetro dopo l’ennesimo slalom gigante di Calzavara il tabellone è una bellezza (53-28 alla sosta, il fatturato record del quarto è assestato a quota 30, contro gli 11 concessi). Ducarello tiene dritta la barra, Pavia spinge sul gas anche al rientro dopo il the: Sgobba e Torgano timbrano in arco, Corral schiccia ad una mano e il trentello è servito (65-34). Siamo al 25′, il Pil pavese è bello sostanzioso, basta gestirlo e siamo a cavallo. Gli svolazzi vengono limiti al minimo sindacale (anche perchè il coach non è mai tenero nei richiami), Alba, soprattutto nell’ultimo quarto, ricuce qualcosa migliorando le cifre in arco ma faticando sempre a prendere la targa dei lupi (82-68 al 38′) che chiudono col sorriso. In attesa di vagliare responsi medici, ipotizzare tempi di recupero e valutare la fattibilità di correttivi in corsa, la Pasqua 2022 resta un bel ricordo. La squadra ha confermato compattezza, unità di intenti e crescita di personalità. Al netto di sfighe fisiche, ingredienti interessanti per insaporire con qualcosa di stuzzicante la coda del campionato.

PAOLO RAPPOCCIO