Riso Scotti Punto Edile Pavia Opus Officine Livorno 72-77 (15-20, 16-17, 21-16, 20-24)

Riso Scotti Punto Edile: Piazza 28  (5/9, 4/9), Donadoni 8  (3/6, 0/1), Torgano 2 (0/2, 0/8), Nasello 5 (2/5), Rossi 10 (4/8); Dessì 13 (2/4, 2/6), Saladini 3 (0/1, 1/2), D’Alessandro 3  (1/2 da 3p), Apuzzo (0/1 da 3p), Pavone. Ne: Ciocca All. Di Bella

Opus Officine: Ricci 19 (3/7, 4/6), Casella 5 (2/5, 0/3), Toniato 13  (5/10, 0/4), L. Salvadori 8 (1/2, 2/3), Ammannato 12 (2/6, 1/6); Forti 4  (0/1, 1/3), Marchini  7 (2/3, 1/2), Visentin 9 (3/5, 1/1) . Ne: Bonaccorsi, Del Monte, M.Salvadori, Mancini. All. Garelli

Arbitri Guarino di Campobasso e Rodia di Avellino

Primo tempo: 31-37. Tiri liberi: Riso Scotti Punto Edile 16/18, Opus Officine 11/20. Rimbalzi: Riso Scotti Punto Edile 44 (off. 11, Rossi e Dessì 8), Opus Officine 40 (off. 9, Ammannato 10). Cinque falli: Piazza. Punti dalla panchina: Riso Scotti Punto Edile 19, Opus Officine 20. Massimo vantaggio: Riso Scotti Punto Edile +4 (9-5), Opus Officine +14 (56-70). 

Partiamo dalla fine. La Libertas Livorno approda con pieno merito in semifinale, alla Riso Scotti Punto Edile restano la commozione e gli occhi lucidi di molti giocatori, consapevoli di aver dato tutto, ma anche che quel “tutto” non è bastato per aggiungere un’altra bella pagina alla favola stagionale. Ma, al netto del rammarico per la sconfitta che fa calare il sipario, anche nell’ultima esibizione i ragazzi in maglia Omnia confermano di aver dentro qualcosa di speciale, arrendendosi, tra mille difficoltà, solo nel finale. Con un orgoglio smisurato di tutto il gruppo, con un cuore che ha sempre pompato a tutta, anche quando il tabellone sembrava aver certificato la sconfitta. Non è retorica, credeteci. Il gruppo di questa stagione, grazie alla superba regia di Fabio Di Bella e del suo staff, ha raggiunto livelli di coesione davvero clamorosi, riuscendo a far spesso prevalere le qualità morali su quelle tecniche, l’etica lavorativa rispetto al pedigree, la voglia di farcela rispetto alla consistenza fisica. Bello, quindi, che il congedo sia avvenuto di fronte ad una limitata rappresentanza di pubblico che ha potuto tributare a Rossi e compagni il meritato “Grazie lo stesso”. 

CRONACA – Allo start di gara4 la grande incognita è rappresentata dalla tenuta atletica e psicologica delle due squadre. Sullo spirito battagliero dei pavesi i bookmakers non accetterebbero scommesse, purtroppo lo stato di salute fisico di alcuni elementi cardine (Torgano, Nasello, D’Alessandro) è davvero precario e la generosità spesa in gara3 si paga a carissimo prezzo in questo remake domenicale. La Opus Livorno sembra, da subito, averne di più. Contiene la sfuriata iniziale dei Lupi (9-5 al 4′) e poi comincia ad andare avanti in progressione con Ricci (enormemente cresciuto nelle due esibizioni al Treves) e le solite smazzate di Ammannato per i tagli centrali di Toniato che fanno male alla zona Omnia (11-14 al 6′). La stanchezza affiora, le percentuali di realizzazione sono modeste, Rossi spende tutto quanto ha ancora dentro per tenerci davanti per l’ultima volta (15-14). Ancora sull’asse Ricci-Toniato i labronici strappano 20-28 al 12′, con Piazza unico a vedere il canestro in casa pavese. Un buon finale di Donadoni consente alla Riso Scotti Punto Edile di rimanere in partita alla sosta lunga (31-37). Ci si dà di gomito e si spera che, dopo l’intervallo, le cifre dal campo possano andare in rialzo. Illusione. Livorno approccia con intensità raddoppiata, va molto determinata a riciclare parecchi rimbalzi offensivi e schizza via (33-45 al 22′). Serve un capopopolo: lavoro per Piazza che si prende in mano l’attacco e, ben spalleggiato da Dessì, confeziona il 9-0 interno che rimette il match in bolla (42-45). E’ ancora il play ex-Padova (12 nel quarto) a infiammare con una raffica in arco per il serrate pavese che materializza il gap minimo del 30′ (52-53). La sontuosa performance offensiva del friulano maschera le difficoltà fisiche dei compagni, con Torgano e Nasello che non ne hanno davvero più. Livorno si compatta dietro, mettendo la sordina ai padroni di casa (0/5 e 3 perse nei primi tre e mezzo) e colpendo con cinismo massimo. 0-11 con tre triple di Salvadori, Marchini e Ricci, più jumper di Marchini e 52-64 che ribalta nuovamente l’inerzia. Il colpo è pesante, Pavia barcolla, una tabellata da tre di Visentin sembra il segnale che anche gli dei del basket abbiano decisamente abbandonato il branco (56-70 al 35′). Valutazione sbagliata, perchè, invece del garbage time, abbiamo il finale a tutto-orgoglio di un gruppo da applaudire. Dal 60-73 del 38′, i baby Dessì e Saladini, guidati dal solito inesauribile Piazza, confezionano un rocambolesco 12-2 che fa venire i sudori freddi a Garelli (72-75 a 3” dalla sirena), e scatena il commosso tributo del PalaRavizza alla banda del Dibo, sconfitta ma ancora una volta indomita. 

Paolo Rappoccio