Moncada Energy Group Agrigento – Riso Scotti Punto Edile Pavia 61-69 (17-14, 18-17, 6-12, 7-17, 19-21)

Moncada: Grande 10 (3/7, 1/7), Saccaggi 11 (5/8, 0/8), Veronesi 8 (1/4, 2/7), Chiarastella 13 (4/9, 1/2), Rotondo 9 (4/11); Ragagnin 3 (1/1, 0/1), Costi 5 (2/2), Cuffaro, Peterson 2. Ne: Indelicato, Tartaglia, Mayer. All. Catalani

Riso Scotti Punto Edile: Piazza 14 (3/5, 2/3), Donadoni 16 (6/15, 1/2), Torgano 16 (3/5, 3/8), Nasello 8 (4/7, 0/1) Rossi 2 (1/2); Apuzzo 7 (2/2, 1/2), D’Alessandro 3 (1/2 da 3p), Dessì 3 (1/2 da 3p), Saladini (0/3 da 3p). Ne: Ciocca. All. Di Bella

Arbitri: Fabbri di Roma e Agnese di Barano d’Ischia (Na)

Primo tempo: 35-31. Tiri liberi: Moncada 9/15, Riso Scotti Punto Edile 4/6. Rimbalzi: Moncada 40 (off. 16, Chiarastella 14), Riso Scotti Punto Edile 37 (off. 6, Nasello 9) Cinque falli: nessuno. Fallo tecnico: Veronesi

La Riso Scotti Punto Edile applica la par condicio e, dopo aver sbancato Piacenza, riserva identico trattamento anche all’altra big designata del girone, la Moncada Agrigento. Il tris di vittorie in terra di Sicilia matura in progressione. Dopo l’intervallo lungo la superiore freschezza, le scelte tattiche decisive di coach Di Bella e le migliori rotazioni fanno decisamente prendere al match la strada di Pavia. Agrigento si sgonfia, paga salatissima la tremenda serata al tiro perimetrale (16% complessivo) e la mancanza di alternative credibili ai suoi califfi, che, ad eccezione di Chiarastella, toppano clamorosamente la serata. I lupi, di contro, impongono la loro feroce applicazione difensiva (concessi 61 punti ad una squadra che viaggiava ad 85 di media) e, pur perdendo presto D’Alessandro (problema al quadricite femorale per lo sfortunatissimo lungo bolzanino), riescono ancora una volta a spremere il momento migliore da ognuno degli interpreti. Merito ai ragazzi che sono sempre sul pezzo, merito indubbio del manico, capace di dosare minutaggi e di leggere, come pochi, nella testa dei suoi giocatori. Dopo le prime schermaglie in cui il branco mette il muso avanti (4-5) l’unica fase in cui i siciliani trovano canestro da fuori vale il primo break (14-7 del 5′) ma le certezze pavesi non vacillano e il lavoro ai fianchi materializza il ritorno a contatto al primo pitstop (17-14). Si riparte con quattro perse in fila, Veronesi in arco riporta in sella la Moncada (22-14 al 12′) e il lavoro di Chiarastella a rimbalzo offensivo consente di allungare ancora fino al 27-17 del minuto 15′. La banda Di Bella non si scompone: Donadoni esce dalla panca e marchia a fuoco il periodo con i suoi raid al ferro. I sette punti del brianzolo e la progressiva blindatura dell’area pitturata materializzano il rientro di Omnia nel match (35-31 alla pausa lunga). Agrigento finisce con lingua penzoloni ed è un sinistro presagio per i ragazzi di Catalani che, con rotazioni non all’altezza delle ambizioni, finiranno presto la benzina. Gli ultimi fuochi (39-31) li scrive Rotondo che di suo pugno firma il 4-0 di avvio. Si accende Torgano e con due triple del Pistolero torniamo in bolla. Una piazzato da fuori di capitan Rossi dice parità (41-41) al 27′. Torgano ricciola e spara il sorpasso (41-49), i lupi hanno molta più intensità e l’1-9 di chiusura dice 42-48 a tre quarti gara. Agrigento tiene fuori Rotondo (frollato per un quarto intero e poi seduto per tutto l’ultimo periodo…) e prova a lavorare coi tre piccoli, Omnia sballa un paio di tiri e la Moncada prova il serrate (8-0) del 50-48 al 33′. Piazza esce dalla panchina col piglio del capopopolo e decide di prendersi la scena. Si fa perdonare una persa sanguinosa con uno 0-5 tutto di suo pugno che fa vacillare i padroni di casa (50-53), poi mette in ritmo Apuzzo (ottimo anche in difesa su Grande) per la tripla in angolo del 52-56. Adrenalina purissima! Nasello lavora in post e ancora Apuzzo trova il piazzato che tiene la distanza (54-60). Ancora Piazza trova due scarichi perfetti che Donadoni converte per il 56-65 che vale il game, set & match. I referti rosa arrivano a 10 nelle ultime 11 partite, con questo colpo fuori ordinanza è molto probabile che il sesto posto sia definitivamente blindato, per scalare ancora qualche posizione servirebbe qualche inciampo altrui. Attendiamo…

Paolo Rappoccio