Opus Officine Livorno – Riso Scotti Punto Edile Pavia 64-55 (27-19, 6-18, 10-7, 21-11)

Opus Officine: Ricci 2 (1/5, 0/3), Toniato 3 (0/3, 1/6), Casella 15 (3/5, 3/8), L. Salvadori 5 (1/4, 1/3), Ammannato 19 (5/7, 2/3); Marchini 15 (3/6, 3/8), Visentin 2 (1/1). Ne:  Forti, Bonaccorsi, Geromin, Mancini, M.Salvadori. All. Garelli

Riso Scotti Punto Edile: Donadoni 8 (4/10, 0/1), Torgano 11 (5/6, 0/10), D’Alessandro 5 (1/1, 1/3), Nasello 2 (1/6, 0/1), Rossi 18 (8/12); Saladini 7 (0/1, 2/4), Dessì (0/1 da 3 p), Pavone, Apuzzo 2 (1/1, 0/1), Piazza 2 (1/2, 0/3). All. Di Bella

Arbitri: Suriano di Torino e Rezoagli di Rapallo.

Primo tempo: 33-37. Tiri liberi: Opus Officine 6/10, Riso Scotti Punto Edile 4/7. Rimbalzi: Opus Officine 43 (offensivi 13, Casella 12), Riso Scotti Punto Edile 33 (off. 8, Nasello 8). Cinque falli: nessuno

Numeri. Maledetti, in questo caso. Due giorni non bastano a scaldare le mani della Riso Scotti Punto Edile che replica le pessime percentuali  di garauno (24/62 dal campo che vale il 38% collettivo). La curiosità statistica è data dal fatto che anche in casa Libertas il dato è il medesimo (24/62). Peccato che la difformità sostanziale stia nella percentuale dall’arco. Livorno, che per lunghi tratti ha sparacchiato esattamente come noi, aggiusta il mirino proprio negli ultimi 5′ di gioco, imbucando quattro traccianti che le consentono di chiudere con 10 triple a segno, contro le nostre 3. Su 23 (13%)… Sintesi brutale di un match in cui, con massimo dosaggio di zona, Di Bella contiene egregiamente la pericolosità in post basso dei labronici. La partita si snoda in pieno thrilling playoff, Pavia sembra arrivare all’intervallo con più birra ma, dopo la sosta,  si pianta in attacco (8/28 dal campo negli ultimi 20′, con fatturato 18 contro i 31 imbertati dalla Opus), vanificando l’ammirevole sforzo nella metà campo difensiva. Ora il branco torna sull’amato legno di via Treves, il 2-0 per Livorno è meritato ma non deve intristire il popolo pavese. La difesa deve restare la nostra certezza, l’auspicio quello di ritrovare un’ispirazione offensiva per lo meno accettabile dei nostri punteros per allungare la serie. Per quanto visto in queste due gare, si tratta di un progetto plausibile. Soprattutto se i convalescenti Piazza e D’Alessandro dovessero riuscire ad allungare il loro minutaggio di qualità.

CRONACA – L’attesissimo D’Alessandro viene lanciato da Di Bella nello starting five, Piazza resta seduto e in regia va Donadoni per un quintetto di massimo spessore fisico che si schiera subito a zona pari. Primo vantaggio esterno con Rossi che chiude a rimorchio un contropiede. Ricci forza ma mette una soluzione interna (4-2 dopo 1’30”), D’Alessandro si prende subito responsabilità in attacco: sbaglia in post basso, imbuca in arco per il 4-5 e tiene d’occhio Toniato. Donadoni forza un tiro e il pop di Ammannato materializza la tripla del 9-5 (5′). Dentro Piazza per D’Alessandro e Rossi appoggia facile il 9-7. La Riso Scotti cerca il gioco interno e il capitano risponde presente: canestro e libero aggiuntivo per provare a sterilizzare le triple in successione di Salvadori e Casella (15-12). Donadoni sfonda, dentro Pavone per Rossi (9 punti) nel tentativo di avere maggiore sostanza interna, dove Ammannato impazza (19-12, 7′ ,sette punti per il centro toscano). Torgano colleziona due ferri e la circolazione dei padroni di casa continua a tenere attivi i rifornimenti per Ammannato (21-12). Donadoni fatica a carburare (0/3 e 2 perse), rientra Nasello per Pavone. La Opus punisce la zona con raffiche perimetrali: Marchini imbuca frontale e poi smazza in area per Visentin (27-16 a meno 50”). Non ci siamo proprio: il 9/15 dal campo concesso ai labronici non è in linea con il piano partita e Di Bella ci vuol parlare sopra. Torgano va al ferro e converte un gioco da tre punti per ridurre la forbice (27-19 al 10′). Nasello prova a mettersi in partita per tornare sotto di due possessi, Saladini spinge un contropiede per Torgano e siamo ad un soffio (27-23) con Garelli, partito senza Ammannato (2 falli), costretto al time out. Dopo la seconda persa in fila di Ricci, Saladini mette il triple del 27-28 (0-7). Livorno abbassa le percentuali dal perimetro ma trova Marchini con due soluzioni dal palleggio che le ridanno ossigeno (31-28 13′) e arriva anche il minuto della panca pavese. Torna Ammannato e il tonnellaggio interno livornese chiude molti spazi a Nasello. Un passi e un palleggio accompagnato frenano parzialmente l’inerzia dei lupi ma Donadoni trova un ottimo innesco per Rossi (12 con 5/7) che trova il 2+1 per la parità a quota 31. Pavia alza la pressione per creare patemi a Ricci regista improvvisato (Forti sempre ai box). Donadoni e Torgano mancano le chance-sorpasso ma la confidenza dei padroni di casa contro la zona pavese si affievolisce minuto dopo minuto. Apuzzo spedisce Rossi al sorpasso , Livorno (6 punti tutti di Marchini) è in fatica, ma Torgano grazia ancora in arco (0/5) e si resta in bilico (33-33 al 18′). Apuzzo, con un rimbalzo offensivo, più Donadoni, con un viaggio al ferro, finalmente mandano il branco al mini-vantaggio (33-37, 19′). Dopo i tre falli di Rossi, arriva (in attacco) anche il terzo di Donadoni, il platoon system del Dibo sta pagando dividendi: il gap a livello di energia è palese. Ci manca un pizzico di cinismo e i ferri del Modigliani Forum continuano ad esserci nemici: Dessì sbaglia l’ultima tripla e andiamo alla sosta lunga avanti 33-37 con un parziale di 6-18 che certifica l’ottimo lavoro ai fianchi della zona Riso Scotti Punto Edile. Le cifre labroniche sono in picchiata (3/15 dal campo nel secondo periodo), le nostre in crescita (8/15) anche se fa male al cuore, considerata la qualità dei tiri, il 2/11 complessivo da tre. Di Bella riparte con Saladini  e D’Alessandro nel motore, Torgano chiude il contropiede primario per il 33-39, torna Marchini per Ricci, Ammannato chiude il break esterno con un libero.  Si segna poco e fioccano le perse. Il parziale dei primi 5′ è un calcistico 1-2, Di Bella ripesca Piazza ma la tripla di Casella pesa moltissimo (37-40). Minuto del Dibo, serve lucidità, l’attacco pavese è troppo statico e la qualità dei tiri scende vertiginosamente. A Casella viene concesso un sanguinoso rimbalzo offensivo per il 39-40 (26′). Piazza trova una percussione che sblocca il digiuno ma Ammannato riceve e converte dalla linea di fondo (41-42 al 27′). Mani congelate, tanta tensione e Casella trova il sorpasso (43-42) per l’ingresso nell’ultimo minuto. Torgano attacca il ferro e griffa l’ultimo cambio di vantaggio (43-44) di un quarto paralizzato dalla tensione (10-7) in cui i lupi hanno trovato tre soli canestri dal campo. Agonia allo stato puro. Donadoni pesca un anticipo e controfuga solitaria che sono oro (45-46), Di Bella è ripartito con le bollicine di Saladini in regia. Casella ripete la giocata rimbalzo offensivo + tripla per la parità a quota 48 (33′). Si gioca sui nervi e con lucidità che latita: finalmente una buona circolazione mette Saladini in ritmo per la tripla del 48-51 (34′). Quarto fallo per Rossi, Marchini impatta in arco (35′), boi bissa pesante per il sorpasso interno (54-51, 36′). Tornano Piazza e D’Alessandro, Rossi imbuca da 5 metri per tenere la forbice strettissima (54-53). Toniato imbuca la terza tripla in fila, i lupi spediscono altre due triple sul ferro (3/22) e gli ultimi tre giri di orologio cominciano con quattro da recuperare (57-53). Ammannato punisce (59-53) dai quattro metri, Rossi ci tiene in vita (59-55, 38′), Saladini strappa ad Ammannato ma Torgano sbaglia la decima tripla personale e diventa davvero durissima. Ammannato si apre e spara da tre: è il 62-55 che vale la pietra tombale sul match. Il tiro perimetrale ha davvero cambiato la storia della partita: le quattro soluzioni pesanti trovate dalla Opus negli ultimi cinque minuti hanno rivoltato l’inerzia. In casa Omnia la coperta difensiva ha fatto il possibile ma, con 18 punti negli ultimi due quarti e un’attacco ancora una volta spuntato, difficile pensare di confezionare il blitz esterno. 2-0 Livorno, dunque e serie che si sposta a Pavia. Sul parquet amico, confidando di dare un bel lifting alle proprie cifre offensive, i lupi proveranno ad invertire la rotta per tener vivo questo quarto di finale. Servirebbe una bolgia dantesca, non ci sarà. I ragazzi dovranno trovare dentro di sé l’orgoglio di prolungare una stagione che non meritano assolutamente di finire con una coda amara . 

Paolo Rappoccio