Riso Scotti Pavia – Gemini Mestre 81-69 (24-14, 19-24, 16-19, 22-12)

Riso Scotti: Calzavara 14 (3/4, 2/2), Quartieri 7 (1/4, 1/4),Donadoni 17 (6/13, 1/5), D’Alessandro 7 (2/4, 1/4), Sgobba 19 (4/8, 2/4); Torgano 10 (2/3, 1/3), Sorrentino 7 (2/4, 1/2). Ne: Corral, Rajacic, Birra, Lebediev, Licari. All. Ducarello

Gemini: Fazioli 5 (1/4, 1/4), Ianuale 2 (1/2, 0/1), Casagrande 13 (2/4, 2/4), Drigo 4 (1/2, 0/1), Bortolin 20 (7/9, 0/1); Petrucci 7 (1/5, 0/3), Pinton 7 (1/1, 1/2), Dal Pos 7 (1/1, 1/4), Stepanovic 4 (1/2, 0/1), Bobbo (0/1 da 3p). All. Ferraboschi

Arbitri: Chiarugi e Luchi

Primo tempo: 43-38. Tiri liberi: Riso Scotti 14/16, Gemini 18/20. Cinque falli: nessuno. Fallo tecnico: panchina Riso Scotti. Rimbalzi: Riso Scotti 41 (off. 11, Donadoni 12), Gemini 29 (off. 5, Bortolin 11). Punti dalla panchina: Riso Scotti 17, Gemini 25. Massimo vantaggio: Riso Scotti +15 (19-4), Mestre nessuno.

Spalle al muro, senza appello, la Riso Scotti ritorna a livello delle sue migliori esibizioni stagionali, portando a casa una garatre comandata per 40 minuti. La determinazione, la feroce voglia di non terminare la stagione con uno 0-3 hanno sorretto i lupi dalla palla a due in avanti. Mestre, squadra profonda,  molto tecnica ma poco barricadera, ha sofferto l’aggressività pavese, rimanendo (condizione necessaria perché il referto rosa potesse approdare in riva al Ticino) sotto i 70 punti. Ducarello ha corretto qualcosa (Torgano dalla panchina e Quartieri da subito, con evidenti benefici per entrambi i giocatori e per la squadra), ritrovato impatto dalla panca (oltre al Pistolero anche Sorrentino che, pur in evidente deficit di condizione, è fondamentale nel 7-0 con cui la Scotti si scrolla di dosso Mestre, arrivata all’unica parità a quota 43) e confermato supremazia aerea (41 a 29 i rimbalzi, come in garadue spiccano gli 11 offensivi di Donnie e soci). Il resto è cuore, sangue e arena, una percentuale perimetrale ospite che, fisiologicamente, cala dal 50% al 23%, un Bortolin a cui viene concesso il ventello di prammatica a patto di silenziare Drigo, Petrucci, Fazioli e Pinton. I veneti confermano di avere risorse da vendere, attingendo a piene mani da Casagrande, Dal Pos e anche da Stepanovic che fa legna. La loro zona, contro cui Omnia ha sbattuto il muso in garadue, viene attaccata con maggiore varietà, grazie agli inneschi interni per Sgobba e al gran volume di gioco in penetra e scarica prodotto dalla coppia Donadoni (7/18 ma 12 rimbalzi, 6 recuperi e 7 assist) – Calzavara (5/6). Proprio il varesino, che aveva già mandato evidenti segnali di riscossa in garadue, si prende il proscenio nel finale, imbucando un paio di canestri pesantissimi nel break che spacca definitivamente il match. Tra meno di 48 ore si tornerà in campo, Mestre col secondo match point, Pavia sempre in attesa di poter contare su Diego Corral,  ma col serbatoio dell’entusiasmo rabboccato di fresco. Le 18 di domenica non saranno propriamente l’orario migliore, vista la spietata concorrenza del testa a testa scudetto tra Milan e Inter, ma il branco di Ducarello, al netto di come finirà, merita sicuramente una cornice di pubblico importante che una piazza come Pavia non può esimersi dal fornire.

PAOLO RAPPOCCIO