Un mercato importante, con ritorni di grido, ma una stagione in costante sofferenza, perennemente impantanata nelle sabbie mobili del fondo classifica. Questa l’inattesa sintesi del torneo fin qui disputato dalla Coelsanus Varese che, complice un’infermeria troppo spesso al sold out, non è riuscita a dar corso ai pronostici estivi, partendo con parecchie incertezze e incappando, poi, nel cuore dell’inverno, in una drammatica striscia di nove sconfitte consecutive costate la panchina a Cecco Vescovi. L’avvento del gm Fabrizio Garbosi alla guida tecnica e il rientro di lungodegenti come Ferrarese e Gatti, sembra aver giovato alla compagine varesina, reduce da due vittorie in fila, con Monfalcone al Campus e sul parquet di Olginate (primo e unico successo in trasferta dei roburini). Avversaria, quindi, da maneggiare con estrema cura perché, al netto della posizione di classifica ancora parecchio precaria, la cifra tecnica del roster è di quelle davvero importanti. La stella indiscussa è il figliol prodigo Marco Allegretti, che dopo anni di onorata carriera in serie A a zonzo per l’Italia (Varese, Ferrara, Venezia, Napoli, Chieti e Cagliari) si è avvicinato a casa per ragioni familiari. Ormai quasi stabilmente riconvertito da ala forte o da centro atipico, Allegretti viaggia a cifre da califfo (quarto marcatore del campionato a 17.7 punti per sera, primo rimbalzista con 10.9 carambole di media, miglior valutazione del campionato). Attaccante di grande talento, un castigo divino coi suoi giri e tiri in svitamento dal post basso, pericoloso anche quando si apre e spara dall’arco, è il primo violino indiscusso e indiscutibile dell’orchestra varesina. L’altro cavallo di ritorno è l’84 Lollo Gergati, play-guardia mancino, che il pubblico pavese ricorderà ancora per la sua militanza in canotta pavese nell’indimenticabile annata chiusa con Sacco in panchina e la finale-promozione persa con Pesaro. Rendimento finora al di sotto delle aspettative (10.7 punti a partita) ma sempre pericoloso se entra in striscia col tiro perimetrale o con le sue zingarate dal palleggio. Dopo una prolungata sosta ai box causa rottura del crociato, da otto partite è tornato abile e arruolato Simone Ferrarese, play di scuola Olimpia, ex Lumezzane e Urania. Altro veterano (classe ’87), altro mancino dal gran tiro in arco, parte da play ma può riciclarsi con profitto nello spot di numero due. Per rimanere in tema di ritorni eccellenti, dopo tre mesi sofferti causa problemi alla schiena, di nuovo sul parquet un altro veterano, tornato al Campus oltre vent’anni dopo aver conquistato in maglia Robur lo scudetto allievi: il centro Simone Gatti (’82). Giocatore di grande esperienza e sostanza ma anche di mano educata in arco e con buone qualità da passatore. Gatti si alterna nel pitturato con il neo acquisto invernale Alfonso Di Ianni, lungo del ‘97 da Latina, già visto a questi livelli in maglia Sangiorgese. Garbosi sta, comunque, spesso sperimentando quintetti ad alto tonnellaggio con Gatti e Di Ianni ad affiancare Allegretti, schierato nel suo vecchio ruolo di numero tre. In questo assetto particolare, il neo coach varesino fa ampio utilizzo di zona fronte pari per proteggersi in difesa. Sul perimetro, oltre a Ferrarese e Gergati, stagione interessante per l’under canturino ex Domodossola Riccardo Ballabio, temibile per i cambi di ritmo e le soluzioni al ferro o in arresto  e tiro dalla media. Nello spot di numero tre, ampio il minutaggio per Christian Gatto, ala di Gallarate, proveniente da Vareseuno. In rotazione anche Calzavara e Caruso, prodotti del tradizionalmente fertile vivaio roburino.