Siamo solo alla quarta settimana di lavoro, ma la curiosità di una prima chiacchierata con Francesca Zara è indubbiamente forte. Per mille, ovvi, motivi. Per lo status del personaggio e la sua voglia di rimettersi in discussione in una seconda vita professionale. In una stagione in cui, per costruzione del roster, la componente fisico-atletica potrebbe essere una variabile di gran peso specifico.

Buongiorno Francesca, come giudichi questa prima parte di lavoro con il gruppo?

“Stiamo rispettando la programmazione  che è stata fatta. C’è ancora molto lavoro da fare ma continueremo a farlo durante la stagione. Parlando solo della preparazione stiamo aumentando i carichi e i ragazzi stanno cominciando ad adattarsi a certi ritmi”.

Quando la brillantezza atletica potrà essere prevalente rispetto alla stanchezza?

“L’idea è che, per il primo mese dall’avvio della preparazione, i ragazzi non potranno essere brillanti. Ma è tutto previsto, tutto nella norma. Ora i carichi di lavoro sono elevati e non stiamo sicuramente allenando la brillantezza atletica. Per l’avvio del campionato la condizione crescerà, poi arriverà la brillantezza”.

La preparazione estiva non è sicuramente la fase di stagione più amata dai giocatori. Da ex-giocatrice hai cercato qualche trucco per renderla meno noiosa?

“Divertente è difficile. Per un giocatore, alzarsi la mattina col pensiero della preparazione è, oggettivamente, pesante. Ho cercato di dare attenzione all’aspetto ludico o a qualcosa che, minimamente, possa stimolarli dal punto di vista mentale. Ovviamente senza perdere di vista l’obiettivo primario dell’allenamento. Lavorare all’aperto può essere utile da questo punto di vista”.

Prima esperienza di lavoro con un gruppo maschile, come sei stata accolta?

“In effetti avevo già fatto del lavoro con dei singoli giocatori come Torgano o Donadoni durante l’estate. Certo, con una squadra è diverso e sono al debutto. Mi sta piacendo molto, lo trovo stimolante. Ho cercato di prendere le misure, ora ci stiamo conoscendo, il rapporto è super e mi sto davvero divertendo”. 

Quanto ti ha agevolato il tuo status di ex-giocatrice ad alto livello?

“Ho trovato grande rispetto da parte di tutti. Credo che il mio background inevitabilmente condizioni, ma ora voglio conquistarmi il rispetto dei ragazzi lavorando come preparatrice, non perché ho giocato”.

PAOLO RAPPOCCIO

COMUNICAZIONE OMNIA BASKET PAVIA